Nella Valle di Elah

Locandina In The Valley Of Elah

  • Scheda Tecnica
  • Titolo Originale In the Valley of Elah
    Regista Paul Haggis
    Data – Paese 2007 – USA
    Durata 121 minuti
    Genere Drammatico
  • Attori
  • Ruolo
  • Charlize Theron Emily Sanders
    Tommy Lee Jones Hank Deerfield
    Susan Sarandon Joan Deerfield
    James Franco Sergente Dan Carnelli
    Jason Patrick Avvocato Kirklander
    Josh Brolin Capo Buchwald

    Trama

    Hank Deerfield (Tommy Lee Jones), militare in pensione, riceve una chiamata dalla base militare del Nuovo Messico perché il figlio Mike (Jonathan Tucker), non si è ripresentato alla base dopo la libera uscita.
    Il padre, che lo credeva ancora in Iraq, decide di partire per cercarlo, lasciando la moglie Joan (Susan Sarandon) a casa ad attenderli. Alla base viene ricevuto dal Sergente Dan Carnelli (James Franco) che lo presenta ai ragazzi che sono tornati dall’Iraq con Mike che soprannominano “Doc”. Non riesce ad avere molte informazioni dalla polizia militare, troppo occupata a causa della guerra; ma riesce a sottrarre il cellulare del figlio e a fare recuperare, da un tecnico, dei video danneggiati. Mentre attende questi file, Hank decide di rivolgersi alla polizia locale. Incontra la detective Emily Sanders (Charlize Theron), che però non prende in considerazione il caso perché di competenza militare.

    ATTENZIONE FINALE FILM »

    Hank contatta degli ex-colleghi militari, ma sono tutti in pensione e nessuno può aiutarlo. La polizia rinviene dei resti di un cadavere. Mentre anche il detective Sanders è sul luogo del ritrovamento per raccogliere prove, interviene la polizia militare, che ha da poco acquistato proprio quel terreno e il caso diviene di loro competenza. I resti appartengono a Mike Deerfield, il figlio di Hank. La polizia militare lo avvisa subito e gli mostra quel che resta del figlio. Pensano che si possa trattare di un regolamento di conti per spaccio di droga. Hank vuole indagare e capire cosa sia realmente successo. Torna alla polizia per vedere il detective Sanders che, seppur scettica in un primo momento, decide poi di portarlo sul luogo del ritrovamento. Hank si rende subito conto che la scena del delitto è stata inquinata dalle auto della polizia, ma malgrado questo capisce che il vero luogo dell’omicidio non è il terreno militare ma il ciglio della strada, di competenza della polizia. Capisce anche che l’auto avvistata dai testimoni non ` di colore verde, ma blu. Infatti le luci dei lampioni in quella strada sono gialle, e il colore blu sotto la luce sembra verde.
    Malgrado Hank le avesse chiesto di non venire, la moglie Joan lo raggiunge per vedere il cadavere del figlio. La donna è distrutta e arrabbiata con il marito. Avevano anche un altro figlio, morto sempre nell’esercito durante un azione militare.

    Sanders, stufa dei soprusi dei colleghi che la considerano inferiore solo perchè donna, decide di usare le informazioni di Hank per farsi affidare il caso. Si fa dare tutto il materiale e sempre Hank scopre che manca una deposizione: uno dei testimoni militari, Robert Ortiez (Victor Wolf), non è rientrato alla base e la polizia militare lo copre. La polizia riesce ad ottenere un mandato grazie ad alcune multe non pagate. Hank lo crede colpevole, partecipa all’arresto, e quando la polizia è in difficoltà nell’inseguimento del sospetto, interviene e lo aggredisce; durante questa azione per errore colpisce al volto anche il detective Sanders. Nel frattempo però uno degli altri militari coinvolti, Gordon Bonner (Jake McLaughlin), si toglie la vita impiccandosi, con in tasca l’orologio di Mike. Tutti gli indizi sembrano accusarlo, lui è il colpevole e il caso risolto. Il detective Sanders ottiene le ricevute della carta di credito di Mike e scopre che l’ultima operazione non è stata fatta da Mike. Dalle firme sulle deposizioni scopre che la grafia appartiene al soldato Steve Penning (Wes Chatham). Sanders riesce a far partecipare all’interrogatorio anche Hank. Il militare confessa di aver ucciso lui Mike mentre litigava con un altro del loro gruppo. Appena tornati dall’azione militare in Iraq non si rendevano neanche conto di quello che facevano. Hank gli chiede la spiegazione di alcuni dei video che aveva visto dal cellulare del figlio, scopre così che il figlio in guerra era cambiato. Era stato costretto a fare delle cose che lo avevano fatto impazzire. Gli avevano affibbiato il soprannome “Doc” perchè aveva preso l’abitudine di torturare i feriti. Ripensa, cosí, all’ultima telefonata del figlio, in cui gli chiedeva aiuto e lo aveva ignorato.

    Galleria Fotografica

    CURIOSITÀ

    • Le location del film sono state: Albuquerque nel New Mexico (USA), il Morocco e Whiteville nel Tennessee (USA)
    • Il film è tratto da una storia vera.
    • Il regista Paul Haggis fonda nel 2009 Artists for Peace and Justice insieme ad altri famosi artisti, per incoraggiare la pace e la giustizia sociale e per aiutare le comunità dei paesi poveri.
    • Il film è considerato anti-americano e per questo il regista ha incontrato numerose difficoltà durante la ricerca di finanziatori. La Warner ha deciso di produrlo solo in seguito all’intervento di Clint Eastwood, amico del regista.
    • Si tratta di una pellicola a basso costo e anche gli attori hanno ricevuto bassi compensi.
    • Sean Huze, Wes Chatham e Jake McLaughlin sono realmente soldati americani che hanno partecipato alla missioni in Iraq. Paul Haggis li ha scritturati, anche se non erano degli attori professionisti, per rendere ancora più realistico il film.
    • Nel doppiaggio italiano di In the Valley of Elah Charlize Theron ha la voce di Roberta Pellini.
    • Intervista a Charlize:
    • Quando ti hanno offerto di lavorare in questo film?

      Io e Paul ci incontravamo spesso durante le premiazioni. Lui veniva chiamato per “Crash” e io per “North Country”. Non ci premiavano mai e ci trovavamo fuori a fumare. Così abbiamo iniziato a chiacchierare ed è nata un’amicizia. Mi parlò del suo film. Allora stava scrivendo la sceneggiatura. Rimasi a bocca aperta nel sapere che si trattava di una storia vera, che era un fatto realmente accaduto a una famiglia. Una sera, mentre ero in Italia, mi mandò la sceneggiatura per e-mail. La lessi e il giorno dopo gli dissi: “Ok, ci sono”.

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      Parlaci del tuo personaggio.

      Interpreto la parte dell’ispettore Emily Sanders. È una mamma single. Io e Paul scherzavamo sempre dicendo che Emily cercava lavoro, e che era entrata in polizia perché non l’avevano presa in banca. Mi piace molto il suo personaggio. Ha una grossa dedizione e una serietà verso il lavoro che mi appartiene. Diventa poliziotta perché vuole mantenere suo figlio. La sua vita subisce una svolta quando conosce Hank. Quando avviene questo delitto misterioso nella sua piccola cittadina di cui parlano tutti, lei si ritrova a doversene occupare.

      Qual è stata la difficoltà maggiore che hai incontrato?

      La cosa più difficile è ricordare quel che stai facendo e perché. Soprattutto quando hai a che fare con un film tratto da una storia vera, cerchi di tenerlo sempre bene a mente. Forse è solo uno scrupolo personale, ma io voglio tornare a casa la sera sicura di riuscire a dormire serena, perché so di non aver sfruttato le disgrazie o le tragedie altrui. Cerco sempre di averne il massimo rispetto.

      Tu e Tommy siete spesso insieme. Com’è stato lavorare con lui?

      È stato un vero dono. È un’esperienza che ripeterei senza pensarci due volte. È un attore che adoro e ora che l’ho conosciuto come persona… In realtà, lavoriamo in modo molto simile. Quando il piano di riprese è serrato, il fatto di lavorare in modo simile aiuta molto. Non è difficile lavorare con un attore come Tommy. Basta seguirlo. È così bravo, così intenso, che basta ascoltarlo per commuoversi ed entrare nella parte.

      Nel film ci sono anche degli ex soldati: Sean, Wes e Jake. Com’è stato lavorare con loro?

      È stata una scelta azzeccata. Ho girato parecchie scene molto intense con loro, e loro sono attori professionisti. Paul ha fatto bene a scritturarli. Rende tutto più autentico. Quando ero con loro non c’è stato un solo momento in cui non ho pensato: “Questi ragazzi hanno davvero vissuto tutto questo”. Quelle che dicono non sono battute, sono una parte della loro vita. Sono dei ragazzi fantastici. Siamo diventati amici. Quando senti le loro storie, quando tocchi con mano le loro paure, ti rendi conto che non puoi startene lì a guardare, che non basta attaccare all’auto l’adesivo: “Sostieni le truppe”. Noi abbiamo il dovere di fare in modo che qualcuno si occupi dei soldati quando fanno ritorno in America. È il minimo che possiamo fare.

      Cosa speri che trasmetta il film allo spettatore?

      Quando faccio un film, lo guardo dal punto di vista dello spettatore. Mi piace andare al cinema. Quando tratti un argomento molto attuale e che ha un messaggio, l’ultima cosa che vuoi è fare la predica. Non mi piace quel genere di film. A quel punto vado in chiesa. Quando vado a vedere un film, soprattutto se si tratta di un film che si ispira alla realtà, voglio sapere la verità e conoscere i fatti. Voglio essere in grado di formarmi una mia opinione. È la cosa migliore che possa augurare a questo film: che susciti un dibattito, che spinga a confrontarsi. Non dobbiamo limitarci a riflettere sulla guerra, ma anche su quello che sta succedendo ora. Dobbiamo occuparci degli esseri umani che tornano dalla guerra. Il loro dramma non deve continuare anche qui.

    VIDEO

    Trailer Italiano
    Trailer originale
    Scena dal film
    Intervista Charlize Theron
    Intervista Charlize Theron

    COLONNA SONORA

    La canzone finale che accompagna i titoli di coda è Lost di Annie Lennox.
    Questo è il testo:

    This is the sound of the planes in the night
    Coming out of the darkness and into the light
    Shining alarmingly, curiously bright

    This is the sound of those murderous drums
    The marching of footsteps, the twisting of thumbs
    Over and over again, here it comes

    We’re lost
    (baby, come again, don’t let me fall)
    We’re lost
    (baby, come again, despite it all)
    We’re lost

    Tell me the story ‘bout when you were young
    I want to hear it again
    Leave in the parts where the hero gets stung
    I want to savour it, I want to play it again

    This is the sound of a baby’s first breath
    The dying of footsteps, the touching of flesh
    To hold in your memory, to keep by your chest
    We’re lost
    So lost
    Lost